Maltempo Livorno: scoppia la polemica tra il vescovo e il sindaco Nogarin nel giorno delle esequie di 7 vittime

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Era il giorno delle esequie a Livorno, per 7 delle 8 vittime del nubifragio che la notte di domenica scorsa ha devastato la citta’. Alla fine e’ scoppiata una polemica tra il vescovo, mons. Simone Giusti e il sindaco Filippo Nogarin. “Non serve perdersi nelle polemiche, non fanno resuscitare le persone. Cambiamo i protocolli, vediamo di modificare cio’ che c’e’ da modificare e fare cio’ che si deve fare perche’ quello che e’ accaduto non accada piu’: ci sara’ bisogno di un sistema<di allarme per avvisare la gente”, ha detto il vescovo ai giornalisti fuori dal Duomo dove poi ha officiato i funerali della famiglia Ramacciotti, aggiungendo.

“Ma alla domanda: sono stati cambiati? Si e’ fatta subito una riunione di giunta per cambiare queste cose? Si sono fatte subito delle delibere? Altrimenti si fanno chiacchiere e la gente continua a morire”. Frasi che non sono piaciute a Nogarin: “Il vescovo deve fare il vescovo e occuparsi delle anime delle persone – ha detto, interpellato sempre fuori dal Duomo -. Invece si occupa di cose che non sono di sua competenza. Noi abbiamo fatto tantissime cose da tre giorni a questa parte. Stiamo tenendo in piedi concretamente una macchina di emergenza che ha ricevuto i complimenti dei vertici nazionali della protezione civile. Non mi sembra che possa recriminare qualcosa a me o alla giunta. Rimando al mittente questo comportamento che per certi versi mi lascia perplesso”.

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Un lungo applauso ha invece accompagnato l’uscita dal Duomo dei feretri delle quattro vittime della famiglia Ramacciotti, Roberto, 65 anni, il figlio Simone, 37, la moglie di quest’ultimo Glenda, 35 e il loro figlio Filippo, 4 anni, uccisi dalle acque del Rio Maggiore che hanno invaso la loro casa. Tanta gente, in chiesa e fuori, tra cui Nogarin con la giunta al completo, col vescovo che nell’omelia ha puntato il dito contro “la burocrazia con le sue terribili leggi inerziali”: se “non cede il passo a pronti interventi di riassetto idrologico del nostro territorio potremo presto rivedere un alba piangente come quella del 10 settembre”.

Sempre oggi a Livorno si sono svolti i funerali di Martina Bechini, 34 anni, Raimondo Frattali, 70, Roberto Vetusti, 74. Domani invece le esequie dell’ottava vittima, Giampaolo Tampucci, 67 anni: il suo corpo e’ stato ritrovato ieri. E oggi il Papa ha espresso la sua “spirituale vicinanza a quanti soffrono a causa dell’alluvione” di Livorno. “Preghiamo per i morti, i feriti, per i rispettivi familiari e per quanti sono nella prova”.

Intanto, mentre la giornata e’ stata scandita anche da comunicati sugli avvisi meteo tra sabato e domenica inviati dalla Regione – in tutto 13 – e su cosa ha fatto la protezione civile di Livorno – che ha evidenziato come il Lamma avesse previsto il nubifragio per domenica mattina, non la notte – in citta’ si e’ continuato a lavorare per cercare di tornare alla normalita’. Il governatore Enrico Rossi, tornato a Livorno per un incontro, ha spiegato che “oggi abbiamo formalizzato la richiesta dello stato di emergenza e nelle prossime ore chiederemo al Governo un ristoro di circa 180 milioni di euro”.

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